Guida informativa
Autostima: che cos'è, come cambia e come sostenerla
L'autostima riguarda la valutazione soggettiva del proprio valore come persona. Non coincide con l'essere sempre sicuri, con il riuscire in tutto o con il sentirsi superiori agli altri: una base sufficientemente solida permette di riconoscere qualità e limiti senza far dipendere il proprio valore da un singolo risultato o giudizio.
Autore Stefano Liga · Responsabile editoriale di Spazio Test, appassionato di psicologia. Non è uno psicologo.
Revisione professionale Alessia Liga · Psicologa · Specializzanda in Psicoterapia presso la Scuola di Psicologia della Salute.
Pubblicata Ultima revisione del contenuto
Il contributo di Spazio Test
Come leggere questa guida
La guida distingue il valore che una persona attribuisce a sé dalla fiducia in un compito specifico: un errore o una critica possono toccare entrambi, ma non li rendono equivalenti. Propone di osservare se il giudizio su un episodio si estende all'intera persona, lasciando spazio al contesto e ai cambiamenti nel tempo.
In breve
Che cos'è l'autostima
L'autostima comprende il modo in cui una persona considera, accetta e rispetta sé stessa. È una valutazione interna e non una misura oggettiva di capacità, risultati, aspetto o approvazione ricevuta dagli altri.
Avere un'autostima equilibrata non significa pensarsi perfetti. Significa riuscire a mantenere un senso di dignità e valore anche quando si commette un errore, si riceve una critica o si incontra un limite.
Distinzioni utili
Autostima e fiducia in sé non sono la stessa cosa
La fiducia personale può riferirsi a un compito o a una situazione specifica: ci si può sentire competenti nel lavoro e insicuri nelle relazioni, oppure avere dubbi su una capacità mantenendo comunque un senso di valore personale.
Anche autostima e narcisismo non coincidono. Riconoscersi degni di rispetto non richiede di considerarsi migliori degli altri né di ignorare i propri limiti.
Esperienze possibili
Come può manifestarsi una bassa autostima
Tutti attraversano momenti di insicurezza. Quando però il giudizio negativo diventa abituale, può portare a leggere errori e critiche come prove di scarso valore, svalutare i risultati positivi o dipendere molto da confronto, conferme e approvazione.
Evitare sfide, relazioni o occasioni per paura di fallire può offrire sollievo nel breve periodo, ma nel tempo può rafforzare i dubbi e ridurre le opportunità di costruire esperienze diverse.
Contesto
Da che cosa può essere influenzata
L'autostima può risentire dei messaggi ricevuti durante la crescita, delle aspettative proprie e altrui, delle relazioni, del confronto sociale, dello stress e di eventi difficili come perdite, malattie o cambiamenti importanti. Non esiste però una causa unica valida per tutti.
Gli studi longitudinali la descrivono come relativamente stabile, ma non immutabile: può evolvere nel corso della vita e cambiare attraverso nuove esperienze, relazioni e modi diversi di interpretare sé stessi.
Strumenti e supporto
Come costruire un rapporto più equilibrato con sé
Può essere utile osservare le convinzioni negative automatiche e verificare se descrivono davvero l'intera situazione; riconoscere qualità e progressi senza negare le difficoltà; rivolgersi a sé con la stessa misura che si userebbe con una persona cara; esercitare confini e assertività; affrontare obiettivi realistici per passi graduali.
Non si tratta di imporsi pensieri positivi o di eliminare ogni insicurezza. Se autocritica, vergogna, evitamento o bisogno di approvazione provocano sofferenza persistente o limitano scelte e relazioni, un confronto con uno psicologo o psicoterapeuta può aiutare a comprenderne le origini e i meccanismi.
Letture facoltative
Per approfondire l'argomento
Questi libri sono proposte editoriali facoltative, distinte dalle fonti scientifiche della pagina.
L'autostima si impara
Un manuale pratico che propone esercizi e spunti di riflessione sul rapporto con se stessi, sull'immagine personale e sulla fiducia nelle proprie possibilità.
Gli esercizi possono offrire spunti personali, ma non misurano l'autostima né sostituiscono un confronto professionale quando la sofferenza è persistente o interferisce con la vita quotidiana.
Vedi su AmazonMi vado bene?
Un testo di auto-aiuto su autostima e assertività, con esempi e attività dedicate anche a pensieri, critiche e relazioni quotidiane.
Propone un percorso divulgativo e non permette di dedurre il significato delle singole risposte al questionario né sostituisce un percorso psicoterapeutico.
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Riferimenti
Fonti consultate
Questi riferimenti hanno orientato la spiegazione dell'argomento. Sono distinti dalle fonti impiegate per costruire il questionario.
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Rosenberg Self-Esteem Scale — University of Maryland
Riferimento per il costrutto di autostima globale e per considerare insieme valutazioni positive di sé e tendenze all'autosvalutazione.
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The Development of Self-Esteem — Orth e Robins
Revisione di studi longitudinali consultata per definire l'autostima come valutazione soggettiva del proprio valore, distinta da capacità oggettive e narcisismo, e relativamente stabile ma modificabile nel tempo.
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Raising low self-esteem — NHS
Riferimento per oscillazioni comuni, possibili influenze, evitamento, autocritica, assertività, obiettivi graduali e possibilità di ricorrere a un supporto professionale.
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On the factor structure of the Rosenberg Self-Esteem Scale — Alessandri e colleghi
Studio con campioni italiano ed europei consultato per struttura e invarianza della misura di Rosenberg; non fornisce norme o soglie applicabili a Spazio Test.
Per conoscere criteri e limiti del processo editoriale, consulta Metodo e fonti.